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Aiutami a fare da me, incontri con i genitori

Domani sera 21 giugno 2016,

a Candelo (BI) via IV novembre 17, presso Trovatempo, la città delle Famiglie, incontriamo le famiglie per confrontarci su come possiamo favorire l’autonomia e l’indipendenza dei bambini nel rispetto dì sé, degli altri e dell’ambiente.

L’incontro è aperto a tutti e gratuito.

Mamme, papà, nonni, educatori vi aspettiamo!

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COME SI FA AD UBBIDIRE A MAMMA E PAPA’?

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Il bimbo, quando nasce, è fatto di istinti.

La sua mente inconscia e naturale lo guida attraverso il percorso di crescita fisica e spirituale.

Un giorno, scopre che ad un desiderio si può ubbidire, agendo per soddisfarlo.

“Voglio quella palla” è il suo pensiero e le sue mani rispondono muovendosi per afferrarla.

E’ l’inizio della strada dello sviluppo dell’ubbidienza.

I grado dell’ubbidienza

Il bambino quando comincia a dirigere le sue mani e il suo corpo per il raggiungimento di scopi che si è prefissato, entra in quello che Maria Montessori definisce il primo grado dell’ubbidienza.

“So riconoscere i miei bisogni e sono capace a rispondere alla mia volontà”.

E’ un lavoro complesso, lungo e fondamentale per lo sviluppo della personalità dei bambini e tutti hanno il diritto di sperimentare e affinare questa competenza.

Fare dei progetti per se stessi, per crescere e conoscere attraverso l’intervento sull’ambiente.

Spesso, gli adulti, non concedono questo spazio e questo tempo ai bambini, dirigendoli ed indicandogli costantemente la strada da percorrere: “gioca con questo!” “andiamo a leggere!” “vieni a mangiare, lavati!, corri!, riposa!, guarda!, tocca! sorridi! fai ciao! batti le mani! etc…”.

Il bambino deve imparare a sapere quel che vuole e come ottenerlo.

Deve imparare ad ascoltarsi e a riconoscere i suoi bisogni.

L’adulto deve essere consapevole di non poter condurre il volere del bambino, se non forzandolo o costringendolo.

Questa consapevolezza consentirà al bambino un ampio campo d’esplorazione e solo così, il piccolo uomo, potrà procedere verso il secondo grado dell’ubbidienza.

II grado dell’ubbidienza

Ad un certo punto, intorno ai 3/4 anni, il bambino scopre che esiste anche la volontà altrui e che non sempre è in linea con la sua.

Il bambino, padrone di se stesso e in quanto essere sociale, inizia a sperimentare l’ubbidienza ad una volontà altra, ad esempio quella di mamma e papà. Ora il bimbo, ai comandi che riceve dagli adulti ( “prendi la giacca”, andiamo a dormire”, “ riordina quel libro”, siediti un istante ad aspettare”) a volte RIESCE a rispondere positivamente, altre volte no.

E’ un’alternanza sana e fisiologica in quanto il bambino sta imparando ad ubbidire. Spesso l’adulto non accetta questa alternanza e, sentendosi rispondere “si” una volta, pretende che ciò avvenga sempre.

Ma ciò è impossibile.

Solo l’esercizio e l’assenza di giudizio e punizioni permettono un sano ed armonioso sviluppo di una certa competenza.

Il bambino per imparare ad ubbidire (serenamente e con piacere) a qualcuno deve aver sperimentato e imparato ad ubbidire a se stesso.

III grado dell’ubbidienza

Con il tempo il bambino impara a dare maggiore costanza ed ordine a questi due fronti che dialogano con lui: la propria volontà e la volontà degli altri.

Dai 5/6  anni, guarda caso, è il periodo in cui i bambini iniziano a giocare insieme, a stare alle “regole del gioco”, a comprendere che oltre a se stessi esistono anche gli altri.

Da qui in poi, se si è lasciato il tempo al bambino di maturare secondo natura, egli è desideroso di ubbidire ai genitori, ai maestri, desidera ricevere sapere, richieste, perché vuole accrescere la sua persona. Il bambino vuole imparare continuamente cose nuove e gli adulti diventano la fonte principale per arricchire la loro persona ed apprendere nuove competenza e conoscenze.

Da questo periodo il potere dell’adulto di influire sullo sviluppo morale ed etico del piccolo è enorme, perché egli vede nell’adulto una vera e preziosa fonte di sapere.

L’ubbidienza diventa un piacere e una continua occasione per arricchire se stessi.

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Aiutami a fare da me

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Aiutami a fare da me” è forse lo slogan più famoso di Montessori. Facilitami la vita, dandomi un ambiente accessibile ed interessante, perché io possa riuscirci con le mie forze.

Spesso è però frainteso, come molte delle sue affermazioni, purtroppo.

Vuole che le metta le scarpe, anche se è capacissimo!!!

vorrebbe che l’aiutassi a mangiare, come se ne avesse bisogno!

vuole dormire nel lettone, ma stiamo scherzando!? ognuno nel suo letto.

camminiamo e vuole essere presa in braccio, con tre anni!!!

Queste richieste altro non sono che bisogno d’amore. Ci dicessero: “Mamma, ti voglio bene”, sarebbe molto più semplice comprendere il loro gesto d’affetto..

Queste frasi celano richieste e dimostrazioni di amore.

Forse vi vedono poco, forse se non fanno “disperare” non ricevono attenzione, forse stanno crescendo e hanno un po’ paura, forse hanno solo voglia di vicinanza, di contatto con la loro mamma o il loro papà.

Aiutami a fare da me, significa altro.

Significa: cerco di fare un po’ meno perché tu possa fare di più.

Con gradualità, con buonsenso, seguendo il ritmo di crescita del bambino e non dettandone uno nostro. E’ un lavoro che va iniziato fin da subito, anche quando sostituirsi ad un cucciolo di neanche un anno non peserebbe affatto. Quella sostituzione, però, pesa al bambino, allo sviluppo della sua autostima e della fiducia in se stesso. Le abilità acquisite non le sente totalmente come proprie e sarà abituato a dipendere dagli stimoli ed indicazioni esterne. “E adesso? cosa devo fare? cosa posso imparare?”.

Ti aiuto quanto serve.

Dobbiamo cambiare il pannolino: sai toglierti le calzetta solo? bene, fallo tu, io farò il resto.

Dobbiamo mangiare: due bocconi li puoi mangiare da solo? bene, io ti darò gli altri.

Dobbiamo allacciare la giacca? bene, io inserisco la cerniera nel cursore e tu la tiri su.

facciamo un pic-nic? le tue mani e bocca piccole hanno bisogno di un panino piccolo? ti farò un panino morbido e piccolo perché tu possa mangiarlo da solo, come me.

Il mio aiuto descresce in proporzione alla tua conquista di autonomia, non so come, quando, di quanto, ma questa è la strada e sarai tu, bambino mio, a guidarmi.

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Attività di cucito

Montessoriacasa, su Uppa, racconta come allestire, a casa, un’attività sul cucito!
logo_uppa.pngBuona lettura!

Metodo Montessori: attività sul cucito