Bambini manichini

scarpe-bimbo Età: 6 anni: Bambino portato a scuola con il passeggino

Età: 5 anni: Bambina vestita da capo a piedi dalla nonna dopo lezione di danza in  palestra.

Età 4 anni: Bambino che mangia imboccato dall’adulto.

Ne vedo di continuo di situazioni simili a queste: bambini che hanno l’età per potersi vestire, muovere e nutrirsi autonomamente completamente sostituiti dall’adulto. Ciò che più mi colpisce e mi lascia amareggiata è la loro rassegnazione. Non sono arrabbiati, ma abituati. Si guardando intorno mentre alzano un braccio o un piede per essere vestiti, mentre vengono trasportati, mentre aprono la bocca per essere imboccati.

Perchè non si ribellano?

Perchè l’hanno già fatto, senza successo, quando avevano 2 o 3 anni d’età. Quando erano nel pieno del periodo sensitivo dell’ “aiutami a fare da me!”. 

Li vedo i bimbi all’uscita di scuola (nido e materna) che urlano e si dimenano perchè vogliono mettere giacca e scarpe da soli, perchè vogliono lavarsi le mani o perchè vogliono camminare per uscire. Ma non gli è permesso: la mamma, il papà o i nonni hanno fretta! E poi perchè “non sono mica capaci da soli! Avranno tutto il tempo per farlo loro!”. 

Così, lentamente, la rabbia del bimbo che reclama autonomia, che l’adulto chiama capriccio, si placa, lasciando spazio alla rassegnazione.

Un giorno, però, quando il bimbo ha 8/9 anni, l’adulto dice “Basta! Ora sei grande e ti devi arrangiare!“.

Ecco, l’adulto ha deciso. Il piccolo deve diventare un ometto, autonomo, bravo e responsabile.

Ma bisogna ricordare che l’autonomia, al pari del camminare, del parlare ha bisogno d’essere seminata e coltivata nel momento opportuno. Il bambino ci mostra precisamente quando ciò deve avvenire, ci sono anni in cui ci chiede autonomia con tutta la forza che possiede. Ma l’adulto interpreta queste richieste forti come capricci. Non si fa interprete del bambino. Non legge il bisogno vitale nascosto dietro alla “scenata isterica“.

Questo momento ideale per lo sviluppo dell’autonomia passa. Dopo, più tardi, per il bambino sarà una grande fatica essere indipendente. Perchè non sarà più spinto da un impulso interiore, da un desiderio profondo, ma dall’obbligo imposto dall’adulto. Vestirsi, camminare, lavarsi da solo saranno un peso, un sacrificio, non una gioia ed una soddisfazione.

Tutto questo per cosa?

Per non ritardare di 10/15 minuti il rientro a casa?

Per non svegliarsi un po’ prima al mattino?

Per non impiegare qualche minuto in più all’uscita della scuola?

Per non accorciare gli spostamenti a piedi?

Io sono fermamente convinta che siano sacrifici che l’adulto deve compiere, perchè, l’autonomia, l’indipendenza, l’autostima sono diritti che il bambino deve vedersi riconosciuti.

83 thoughts on “Bambini manichini

    • è tutto vero,sono sempre stata convinta di questo!
      ho sempre lasciato fare mia figlia da sola,ha inziato a mangiare a 1 anno con le mani,mai stata imboccata e a un anno e 2 mesi con la forchetta,taglia con il coltello le verdure meglio di me,ma perchè ora che ne ha 4 vuole che la imbocco?ha sempre camminato da sola ma perchè ora che ne ha 4 vuole stare inbraccio dicendomi che non le piace camminare?

      • ciao Francesca, non è sempre facile comprendere le manifestazioni dei bimbi! chi lo sa, semplice voglia di mamma? di essere accudita? timore inconsapevole di crescere? piccola regressione prima di una grande conquista? qualsiasi sia la motivazione la scelta migliore è quella di assecondare le richieste dei bambini (quando ciò è fattibile naturalmente) perchè in questo modo quale la difficoltà celata dietro lo “strano comportamento” di risolve con maggior facilità!
        un caro saluto

      • è vero, sono una nonna , molto autosufficiente e pretendo che i bambini siano loro a fare e non accontentare i genitori che si impongono per far perdurare la loro presenza necessaria per la crescita
        secondo me uno dei motivi è proprio l’esigenza del genitore ad essere necessario adiscapito dei piccoli

  1. Evidentemente non conosci bambini che non hanno MAI fatto storie per “fare le cose da sé”. Bambini che non hanno MAI cercato di mangiare da soli (piuttosto digiunare). Bambini che NON VOGLIONO imitare i genitori per lavarsi i denti (usano lo spazzolino per succhiare l’acqua, non per strofinare i denti, nemmeno per sbaglio, nemmeno dopo che gli fai vedere come fai tu, MAI). Bambini che vanno nel panico quando si sporcano o si bagnano i vestiti (e ti assicuro, NON perché i genitori abbiano m ai fatto storie). Evidentemente non conosci MIO figlio.

    • Ciao Claudia. Non c’è detto migliore di: ogni cosa a suo tempo. Ogni bambino ha le proprie tempistiche di sviluppo e di interesse. L’adulto non deve imporsi date, scandenze, né decidere come le cose devono accadere. Deve semplicemente accettare la natura del proprio bambino, seguirne lo sviluppo, a volte bizzarro e quasi incomprensibile, fidarsi del bambino e permettergli di manifestarsi per ciò che è, sempre. Magari dopo giorni passati a ciucciare lo spazzolino deciderà di farne un nuovo uso fino a prenderne la dovuta confidenza per poi iniziare ad usarlo per lavarsi i denti! La strada che i bambini decidono di percorrere per raggiungere la propria autonomia e per scoprire il mondo non è univoco, per fortuna! Lasciarsi guidare da loro nel compiere il duro mestiere del genitore è la soluzione vincente! Un caro saluto a te e al tuo piccolino!

      • Carissima, condivido quello che hai detto “… ogni cosa a suo tempo…” peccato che nel mondo dell’asilo e della scuola questo discorso non vada bene perché si pretendono tantissime cose anche dai più piccoli e “…accettare la natura …”, spesso succede che non è compresa, e non gli viene permesso di manifestare quello che prova, ed ecco che subentra la rabbia, la voglia di esplodere per far capire qualcosa, per esprimersi. Ma haimè non gli viene permesso… vengono subito additati come quelli che sono iper attivi, danno fastidio (perché dicono la verità), e se fanno di più dei coetanei non va bene, ma non va bene neanche se non riesce a fare qualcosa in più. Insomma come hai detto tu: ogni bambino ha i suoi tempi, che purtroppo nel mondo degli adulti non viene compreso!

      • Ciao! Purtroppo il mondo scolastico come altre realtà educative non sono realtà a misura di bambino..il lavoro da fare sarebbe tanto! ci sono realtà montessoriane (ma anche non) dove esistono educatori e maestri attenti, sensibili e rispettosi del bambino. Ti auguro di trovare l’ambiente ideale, che è sempre da ricercare, se si può!

      • Io ho un problema, mio figlio fa la cacca ancora col pannolino e a Luglio compie 4 anni.
        Come faccio a levarglielo ?
        Abbiamo provato di tutto e purtroppo persino a dirgli che sei piccolo perché se fossi grande la faresti nel water come i grandi, ma niente.
        So’ che così non si fa perché lo si mortifica e infatti mi sento male per averlo fatto.
        Ci siamo imposti, lo abbiamo messo sul gabinetto ma si dimena, piange disperato ma senza alcun risultato.
        Avete qualche consiglio ?
        GRAZIE E TUTTI !

      • Ciao Alessandro, visto che stiamo andando verso l’estate credo sia il periodo migliore per intervenire: quando farà un po’ più caldo lascerei il tuo bimbo per molto tempo al giorno senza il pannolino, il più nudo possibile accettando con calma e pazienza tutti gli eventuali incidenti di percorso…cacche e pipì che scappano…. il desiderio di tenersi pulito sarà per lui uno stimolo ad andare in bagno. Inoltre io lo inviterei ad andare in bagno ogni ora circa puntando proprio sul fatto che non c’è più il pannolino e, come mamma e papà, bisogna andare in bagno! il consiglio che mi preme darvi e di non spostare mai eventuali vasini in giro per la casa: il posto adibito a cacca e pipì deve essere fisso!(meglio se il bagno..). Non arrabbiatevi mai se non riesce a tenerla e se vuole andare in bagno tante volte anche senza fare nulla. Permetteteglielo sempre, rinforzando positivamente questo suo impegno! Fatemi sapere come va! Spero di essere stata utile! Un abbraccio.

    • Anche la mia succhiava lo spazzolino, anzi credo che all’inizio lo facciano tutti…ha 2 anni e mezzo e ancora adesso, dopo mesi, non se li sa lavare bene, ma è ovvio, deve imparare! Ogni bambino ha i suoi tempi.
      Anche lei ha digiunato qualche volta, ho sempre pensato che di fame non sarebbe morta, quando le sarebbe venuta fame, avrebbe mangiato e così è stato…
      Se va nel panico perché si sporca o si bagna….bè basta avere sempre un cambio con sé….sono bambini, ed ognuno ha un proprio carattere. Dobbiamo solo amarli e aspettare che crescano, aiutandoli ma non facendo le cose al posto loro.
      A scuola col passeggino è terribile… 😉

    • Il problema più grave è che genitori e nonni non VOGLIONO farli crescere, spesso vengono trattati come giocattoli, come bambolotti e non esseri umani pensanti, sembra quasi che non li educhino all’autonomia per prolungare il gioco…terribile!!!

      • Vorrei precisare: il problema più grave è quando i genitori e nonni non vogliono farli crescere, ecc…e dicono che non c’è fretta, avrà tempo per fare da solo e altre frasi simili, non perché ci sono i tempi giusti o la crescita è una gara, ma per tanti altri motivi è importante fare da solo, perché l’esperienza è fondamentale così come l’autostima…

      • sapendo a mio tempo che i nonni li avrebbero educati in modo sbagliato pur volendogli un mondo di bene ho deciso che avrei cresciuto i miei figli io con mio marito,proprio per evitare vizi strani od usanze poco concilianti con i bambini.Mi e’ costato ho perso molto lavoro per questo ma sono contenta di come li ho cresciuti io e mio marito.

      • Ciao Bruna! Credo che i nonni siano una risorsa importante e, spesso, menomale che ci sono! ma frequentemente della loro pazienza e del loro tempo si abusa, delegando loro molta dell’azione educativa che spetterebbe ai genitori! Il buon senso è sempre il segreto del successo! Adempiere al ruolo di genitori è faticoso: costa tempo, energie e sacrifici, ma credo che quando una coppia decide di concepire un bambino lo debba mettere in conto ed essere disposto a fare il proprio lavoro facendo anche i salti mortali! Brava mamma Bruna! un abbraccio

    • Secondo me hai ragione, anzi abbiamo ragione perché i bambini non sono tutti uguali, Mia figlia importava lei il passeggino ,perché non voleva camminare, Per il resto tutto ok mangiava da sola si cambiava le magliette fin dall’età di un anno e mezzo certo non perfettamente ma lo faceva, E io la lasciavo fare, la seconda figlia ,invece, ha avuto bisogno del mio aiuto, nessuna delle due ha avuto problemi psicologici …

    • Ti capisco xké anke mio figlio è così. È facile criticare gli altri. Se non ci passi nelle situazioni non puoi capire. Non sanno cosa vuol dire x una mamma levarsi la vita x rendere un figlio autonomo e avere un muro davanti

    • Ti capisco, Claudia.
      I bimbi hanno bisogno principalmente di tempo e osservazione da parte nostra.
      Il nostro compito è essere pronti a dare/chiedere al momento giusto, non dare/chiedere a tutti i costi.
      E ogni essere umano, bambino o adulto che sia, ha i suoi tempi. Che vanno rispettati, anche se qualcun altro prova vergogna per questo nostro rispetto.

    • Ciao! Non so se sia ancora attiva questa discussione. Vi ho trovati perché preoccupata per mio figlio di 3 anni che sa fare un sacco di cose da solo ( lavarsi i denti, farsi il bidet, lavarsi il corpo, vestirsi , andare in bici senza rotelle ecc ecc ), ma non le vuole fare. Mi dice sempre “no! Fai tu!”. Il passeggino l’ho abbandonato quando aveva un anno e mezzo perché ha iniziato ad usare la bici senza pedali. Sono sempre stata molto felice di vedere la sua capacità di imparare. Solo che ora appena prova a fare qualcosa ma non gli riesce, si arrabbia tantissimo e non ci prova più. So che non bisogna forzarli, ma continuare a vestirlo io sapendo che lui potrebbe farlo da solo , mi mette in crisi. Che ne pensate?

      • ciao barbara! spesso dietro a richieste di questo tipo ci sta il desiderio di mamma: di essere coccolati, di sentirsi piccoli, di avere tutta l’attenzione della mamma. la voglia di autonomia si fa sentire a gran voce in tutti i bambini in momenti diversi ed in ambiti diversi. noi dobbiamo essere solo attenti a cogliere tutti segnali di richiesta d’autonomia che ci inviano ed assecondarli. potresti proporgli una via di mezzo: quando ti chiede d’essere vestito, proponigli di fare metà per ciascuno. un po’ tu e un po’ io.
        sulla gestione della frustrazione bisogna lavorare con calma e pazienza, facendosi da esempio. Chiediamoci sempre: come reagisco io quando non mi riesce qualcosa ? cosa dico? cosa faccio? quello è ciò che vede il bambino. favorire sempre la calma nell’esecuzione delle attività cercando sempre un tono calmo e tranquillo. ciao!

  2. Ciao! Sono mamma di una “ciucciaspazzolino” dai due ai tre anni (che ora promette bene come futura dentista, ce la mette tutta!). E sono reduce da un incontro organizzato dalla scuola materna di mia figlia, titolo “Educare alle autonomie” che mi ha fatto riflettere tanto tanto. Mi trovi perfettamente d’accordo. Sono una super autonoma che inverte l’ordine delle cose nei cassetti affinché mia figlia possa prendersi da sola i vestiti, ad esempio, ma la fretta, come dici tu, spesso annulla le buone intenzioni. Bello il tuo spunto di riflessione.

      • Io sono una mamma e purtroppo sono stata messa a dura prova nei primi anni di vita dalle condizioni di salute della prima figlia nata con problemi cardiaci (risolti fortunatamente) con questa premessa voglio dire che non è stato facile LASCIARLA ARRANGIARE E SPERIMENTARE!!! Sicuramente la colpa, se cosi si puo’ chiamare, è quasi totalmente mia e della iperprotezione che inevitabilmente si è creata negli anni…..Ora Emma ha 9 anni e fa fatica a fare un po’ tutto, anche vestirsi…. sembra convinta di non potercela fare mentre quando si impegna ce la fa!!! Mi consola, come madre, il fatto che mio figlio di 2 anni e mezzo vuole fare tutto da solo e ce la fa, io lo lascio libero di provare….. è tutto piu’ facile…. dipende veramente tutto dal bambino …. e dal suo percorso di vita…

      • Il nostro comportamento di genitori e di essere umani credo debba sempre adattarsi alle situazioni, ai momenti e alle persone con cui si ha a che fare. Ciò che funzionava ieri forse oggi non vale più, ciò che voleva un figlio non lo vuole l’altro! saper leggere i bisogni e l’anima dei bambini è un dono meraviglioso! Un abbraccio a te e ai tuoi bimbi!

  3. sono tanto d’accordo in questi principi, nel far far da soli, nel non esigere la perfezione (e quindi fare al posto loro perché non sporchino o non si sporchino…), ma purtroppo la teoria non é sempre facile da applicare 😦
    Secondo me l’importante é avere in testa che il più possibile bisogna assecondare i loro istinti di far da soli. perché spesso mi rendo conto che ci sono situazioni in cui automaticamente facciamo al posto loro, quasi meccanicamente, ma che in realtà non c’é nessuna urgenza, nessuna fretta e quindi si potrebbe lasciar fare…Poi non sempre si riesce.
    Il problema é anche per me quando l’istinto “non c’é”, o quando la voglia non c’é! Quindi la mattina ci possiamo svegliare anche alle 5, se non hanno voglia di vestirsi fanno altro! se il piccolo (3 anni) mi dice “fa la mamma” e si rifiuta di tirarsi su i pantaloni che faccio? non sono io che non ho tempo di aspettare 10 min che si mettano da soli i pantaloni, quello lo faccio volentieri (trattenendomi nell’aiutarli che verrebbe spontaneo). Quindi lascio fare da soli se e quando lo fanno, altrimenti li vesto io (lottandoci spesso, perché vorrebbero giocare o fare altro).

    • Ciao veronica, la rigidità non paga mai! bisogna sempre comprendere il bisogno del bambino. magari una mattina vuole che faccia la mamma perchè ha tanta volgia di ricevere le sue coccole….e allora? Vestila tu, mamma! non potrai farla più felice! Essere autonomi non vuol dire non avere più bisogno di niente e di nessuno! ci mancherebbe! un bimbo che desidera attenzioni e coccole dalla mamma è meraviglioso! il giorno dopo vorrà fare da sola? benissimo, concediamoglielo! Un abbraccio

  4. Ciao, arrivo qui casualmente ma con grande gioia (seguendo un link su Facebook), sono un’educatrice che ora si è rimessa a studiare per diventare maestra e sto quindi studiando scienze della formazione primaria, mi sto appassionando moltissimo alla Montessori e già di primo acchito il tuo/vostro blog mi pare molto interessante, grazie per gli spunti di riflessione!
    Daniela

  5. Quoto. Un bambino che cresce serenamente è naturalmente portato a fare da solo. Ricordo una certa bambina di 4 anni che voleva andare all’asilo con il vestito di velluto regalato dalla bisnonna, e che se lo metteva. E la mamma si arrangiava, con le sue perplessità, tanto di feste da ballo non ce n’erano … Quella bambina lì adesso ha 21 anni e vive a New York da sola, danza in una storica compagnia e lavora per aiutarci ad aiutarla. Molti altri, a 21 anni, non sanno ancora che fare della loro vita.

  6. La mia piccola ha preteso autosvezzamento. Non ha mai voluto essere imboccata. A sette mesi mangiava da sola qualunque cosa, fusilli, spaghetti, risotto. Adesso sta per tagliare il traguardo dei due anni e…. mi allunga la forchetta e poi in circa il piatto!!! Io inforco e poso la forchetta nel piatto… e lei piange perché vuole che la imbocchi. La grande 4 anni e mezzo, è in piena regressione… vuole che la aiuti a vestirsi a mangiare a lavarsi i denti… E le ho sempre incoraggiate a fare da sole. Attendo con ansia che reclamino autonomia…

    • Ciao Rossella! Spesso dietro una regressione (solitamente di conquiste quali il lunguaggio, il controllo degli sfinteri, la nanna, la pappa, il vestirsi…) c’è un sano e naturale bisogno di coccole della mamma!!!!! Aiutiamoli a comprendere ciò portandolo alla luce: “vuoi che la mamma ti dedichi un po’ d’attenzione?” “sei in carenza di coccoline materne..?” poi ogni mamma sa leggere l’anima dei propri cuccioli e saprai sorprenderla! Sentirsi compresi e veder riconosciuti i loro bisogni più profondi li riempirà di gioia e li farà sentire sereni e amati! Un abbraccio

  7. io ho un bambino che ha appena compiuto 3 anni e che, ad 1 e 1/2 mangiava da solo…a dire il vero mangia ancora da solo però, un giorno, senza motivazioni evidenti, ha deciso che a casa NON doveva essere così… le ho provate tutte: a coccolarlo a vezzeggiarlo, a spiegargli per bene, dolcemente e con calma i lati positivi del mangiare da solo, ad arrabbiarmi e metterlo in punizione, a lasciar perdere per qualche tempo facendo finta di nulla, a mandarlo a letto senza cena… ma.. niente: la sera è mamma che imbocca o non si mangia ! Eppure le tate del nido mi assicurano che è lui ad insegnare a mangiare da soli ai bimbi più piccoli ed io ci credo perchè lo porto a cena fuori – dalla cugina o da qualche amichetto – …ed ecco che si siede e mangia tutto destreggiandosi con cucchiaio e forchetta! E si pulisce pure !
    Che mi dite di questo ?

    • Ciao Fiammetta! i bimbi sono meravigliosi…nessuno come loro sa mandarci in crisi! Loro spesso giocano con le loro abilità e con ciò che sa che ci sta a cuore…Io credo ceh la mossa migliore sia spiazzarlo e scoprire le carte: Organizza una serata di cibo da mangiare solo con le mani, senza posate! crea delle regole. Ognuno deve mangiare con le proprie mani, non può usare quelle degli altri. Se riesci a non imboccarlo a termine cena (finito il gioco) spiega quanto per te è stato più semplice mangiare senza dover imboccarlo, quanto è bello vederlo mangiare da solo…e quant’altro può essere utile! Il rinforzo positivo è sempre importante, come anche spiegare sempre le motivazioni delle proprie richieste. Perchè ti pesa imboccarlo? che sentimenti provi? diglieli, esprimiti. Non sottovalutiamo l’intellienza emotiva dei bimbi che è molto più spiccata e sensibile di quel che crediamo…

  8. Ho due figli: Diego di due anni e’ il bambino standard ke vuole fare tutto da solo, gioca, si sporca, urla, picchia, ma sa chiamarti amore nel momento più impensato… Alessio 7 anni, non ha mai giocato più di tanto, e’ sempre stato poco autonomo, odiava sporcarsi, a volte ti dimenticavi di lui… Adesso fa la prima elementare e sta imparando a giocare, a sporcarsi, ma ha crisi isteriche continue…spesso non tollera gli altri bambini, non rispetta gli adulti e reagisce istericamente alle frustrazioni…Spero sia solo una fase di crescita e ke non ci sia un problema più profondo… Comunque abbiamo provveduto a fargli frequentare un ciclo di psicomotricità e fra qualche giorno inizierà la prima di due sedute individuali con una specialista x un’analisi emotiva più mirata…

  9. ma che bel post….a volte le cose naturali e semplici sono quelle più difficili da comprendere o da fare proprie… i miei figli ora hanno 7 anni ma rifletterò di più sulla loro ricerca di autonomia…..grazie

  10. Mio figlio a 4 anni, si lava da solo, si veste da solo, mangia da solo. ormai da 2 anni circa. deve responsabilizarsi. A me non importa del tempo, anche se faremo tardi, l’importante fagli capire che può fare tutto se si impegna. Da 3 anni che non usa il passeggino, non lo ha mai voluto, ha voluto camminare sempre a piedi, mano nella mano.. sono felice di avere un bambino autonomo.

  11. .Giorgio ha 19 mesi..ora nel seggiolone non vuole piú sedersi perchè vede noi e vuole la SUA sedia al tavolo grande..naturalmente non vuole cuscini o rialzi perchè noi non li abbiamo..usa la forchetta autonomamente mentre con il cucchiaio fatica a tenere l’equilibrio..beve da solo al bicchiere e fosse per lui, farebbe tutto da solo.. pensare che solo qualche mese fa, con tutti che mi chiedevano “cammina??”…mi sentivo quasi male perchè, pur essendo un bimbo mooolto vivace e velocissimo a gattonare, sino ai 15 mesi non ha mosso un passo da solo… ora corre! Concordo che spesso noi genitori siamo il limite dei nostri figli..

  12. Io ho 2 gemelli di quasi4anni…all’inizio è stata dura…ma proprio x questo li ho sempre spinti a far da soli…anche x la mia sopravvivenza! A 2anni li ho mandati al nido e tutti mi facevano i complimenti x la loro autonomia! A un anno sono passati dal biberon alla tazza (prima con beccuccio, poi normale) a 2 anni abbiamo abbandonato il passeggino.Da 2mesi è arrivata la sorellina e io ringrazio di essermi impegnata tanto con loro perché altrimenti ora nn ce la farei! Unica cosa che proprio ho dovuto fare è stato ri tirare fuori il passeggino gemellare solo x quando esco da sola con tutti e tre: la piccola nell’ovetto. Un gemello in piedi sulla pedanina e l’altro seduto.Ero molto combattuta su questa scelta. Ma in certi casi è una questione di sicurezza, e ho spiegato loro che lo facciamo solo x gioco! La maggior parte delle volte il passeggino lo usiamo solo x trasportare giacche e borse! E quest’estate x andare in spiaggia sarà utile! Quando riesco metto la piccola nella fascia portabebè così li tengo x mano.

  13. E pensare che mi danno della ‘dura’ perchè faccio fare in autonomia certe azioni alle mie bambine.
    Abitando vicino al nido e alla scuola materna la mia prima è quasi sempre andata a piedi e poche volta abbiamo usato il passeggino. “Ma è piccola poverina la fai camminare cosi tanto?!?” Ha iniziato a un anno a camminare nel mese di giugno, e a settembre facevamo le nostre passeggiate casa-scuola.

  14. Sono un’educatrice del Comune di Milano e non condivido al 100% quanto detto nei comenti ossia che l’asilo pretende tante cose e addita i bambini di iperattivita’. Uno dei nostri compiti e’ la realizzazione dell’autonomia e preferisco interrompere l’ attivita’ qualche minuto prima e dare il tempomai bambini di riordinare e prepararsi da soli. Lo diciamo anche ai genitori durante le riunioni, non per rimbalzare le responsabilita’, ma e’ evidente che ogni maturazione evolutiva deve partire dalla famiglia.

  15. Tutto vero e condivisibile. Inviterei però solo a una prudenza: quella di non colpevolizzare le madri. Mia figlia ormai è grande, ma ricordo con tenerezza il passeggino abbandonato a due anni e mezzo, le scene teatrali davanti al cassetto a quattro – “non ho niente da mettermi!” -, la valigia delle vacanze preparata da sola a sei… Però, avendola cresciuta da sola, ricordo anche le giornate di corsa no-stop dalla sveglia alle 6,30 alle stoviglie finalmente riposte alle 22,30. E se qualcuno, una delle rare volte che ho detto “senti, faccio io che facciamo prima” (non le ricordo, ma son sicura che dev’essere successo), mi avesse fatto con disinvolta sufficienza le domande che concludono il testo… credo che avrei – legittimamente – risposto molto, molto male.

    • Cara mamma Monica, non c’è intenzione di colpevolizzare nessuno, sono una mamma anch’io e so benissimo cosa voglia dire lottare con la fretta e i mille impegni. Ciò che mi piace fare è stimolare alla riflessione (e all’autoriflessione..) e credo che ogni genitore debba tendere al meglio, mettersi in discussione, accettare i propri limiti e far ciò che può! Un abbraccio.

  16. Care Mamme Educatrice e Ostetrica
    avreste dei suggerimenti per accogliere al meglio i figli non di pancia ma di cuore? Che vengono da Paesi lontani e devono imparare tutto…
    Una mamma in attesa

  17. Pingback: A Due Anni: Basta Voler Imporre Disciplina e Chiamarli Cappricciosi | Mamma Mia

  18. Contenta di aver trovato questo spazio grazie a mio marito che dal lavoro mi ha linkato questo vostro ultimo post: mettete in luce un aspetto importante qui, che ha a che fare con l’autonomia e la fiducia da accordare ai nostri figli, che quando chiedono di fare da soli hanno bisogno di essere incoraggiati, anche se certe volte non c’è tempo oppure è più comodo fare noi per loro. Su questo è incentrato un testo, che certamente conoscete, e che è il solo che consiglio alle mie amiche che restano incinte e che mi chiedono quale libro comprare : “I bambini hanno bisogno di fiducia” di Tim Seldin, sul metodo Montessori ai nostri giorni.
    A prestissimo Veronica

  19. Ho appena letto l’articolo e sono pienamente d’accordo con quello che c’è scritto. Siamo noi che molte volte freniamo l’istinto dei nostri piccoli. Molte volte per paura che gli accada qualcosa di brutto (almeno nel mio caso ) senza capire che in realtà i bambini hanno bisogno di sentirsi liberi di fare.

  20. Elena compirà tre anni a settembre. Ed è già alla fine del suo primo anno di scuola, sezione primavera. Dal primo giorno trascina soddisfatta il suo mini trolley Winnie the Pooh; solo per fare i tre gradini per arrivare al garage chiedeva: mamma, mi aiuti? Ed io la aiutavo, giusto per evitare che precipitasse giù dai gradini.
    Stamattina parte in quarta verso i gradini: non vuoi che ti aiuti? le chiedo.
    No mamma, vado da sola. Ed è andata, è riuscita. E io felice!
    Mi chiedo perché molte mamme non siano felici nel vedere crescere i loro figli!

  21. Pingback: Un ciuccio tra di noi | Come i cavoli a merenda

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  23. io non so voi ma forse ho due righe esagerato con l’autonomia. i miei figli mangiano da soli da quando hanno 8 mesi, cucinano con me usando il pelapatate, aprono e chiudono le porte con le chiavi, non mi danno la mano se non per attraversare la strada… il problema è conciliare questo con la quotidianità. Nel senso che ora che hanno 5 e 3 anni non posso mai cucinare da sola anche se abbiamo fretta, litigano per chi prende il carrello, spostano continuamente le sedie della cucina per prendersi da soli le cose nei cassetti…
    ragazzi la mia vita è abbastanza un incubo e sono ampiamente esaurita. spero solo che tutto questo abbia reali effetti nel loro futuro.

  24. Ciao a tutti, ho tre figli una di 15 e due maschi di 10 e 9 anni…il mio problema e con quello di nove anni…non fa mai quello chiesto, risponde male, non riesci a giocare con i suoi coetanei …odia la scuola, non partecipa in famiglia…

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  27. Lavinia quasi 4 anni non riesce a togliere il ciuccio per addormentarsi la sera, mentre durante il giorno non lo cerca o se lo cerca le diciamo che non c’e’ la sera e’ improponibile toglierlo di mezzo cosa consigliate di fare ?

  28. E se invece è il bambino a non mostrare, a 20 mesi, alcun desiderio di autonomia? A cercare disperatamente la presenza e il vontatto fisico con la madre, specie da quando frequenta il nido (proprio per renderlo più indipendente)? A esigerne – pena pianti strazianti che si protraggono per ore – la presenza durante i giochi, il cambio del pannolino, l’addormentamento etc? A parte nelle abilità “motorie” (mio figlio corre, si arrampica e salta da mesi senza aiuto), lui non mostra alcuna velleità di indipendenza, anzi. Cosa dovrei fare?Obbligarlo con la forza? Lasciarlo piangere disperato finché non si “rassegni” a fare a meno di me?

    • Ciao mamma Silvana, il buon senso, la gradualità, il rispetto delle peculiarità del bambino devono sempre dirigere il nostro agire di genitori. Il suo bisogno va rispettato ed accolto e lentamente troverà la sua strada per l’autonomia accompagnato dalla tua accoglienza. ciao

    • ciao, secondo me un bambino che cerca il contatto fisico e l’interazione con la madre è un bambino che si comporta nel modo più naturale e non vuol dire che non abbia desiderio di autonomia. Che vuol dire autonomia? Autonomia per un bambino è fare da solo, non stare da solo. Tanto più che va all’asilo e magari sente il bisogno di recuperare il tempo passato lontano dalla madre. Quanto più un bambino sa di poter contare sulla nostra presenza, tanto più sarà tranquillo nell’allontanarsi quando lui ne avrà bisogno, quando lui sarà pronto a farlo, e non quando noi decidiamo che è il momento giusto per lui.

  29. Credo che molte volte noi genitori, soprattutto noi mamme siamo le peggior nemiche di noi stesse, nel senso che l’attaccamento morboso è più norstro che di nostro figlio. Ricordo frasi tipo; ” Msa è piccolo, sto così bene con lui me lo godo ora perché poi crescerà, ne ho bisogno” non capendo che ci sono molti modi di godersi il proprio bimbo. Parla una mamma di un bimbo di due anni e mezzo che non ha nessuna intenzione di togliere il pannolino. Ha iniziato a camminare e a parlare molto presto, è sveglio fa frasi fatte ormai, ma per il pannolino non c’è verso. Arriverà prima o poi come ha deciso da solo i passi che finora ha fatto

  30. pur essendo d’accordo con l’idea alla base di questo post, si ignora qui un fattore importantissimo: i nonni “tradizionali” e il loro forzato ruolo diseducante nell’educazione dei figli, per chi non ha altre risorse o altri aiuti e deve ricorrere alle loro figure – preziose logisticamente, ma assassine dal punto di vista del creare l’indipendenza e l’autostima dei bambini. e a non poter fare senza i nonni siamo in tanti…
    ho fatto così tanti sacrifici per insegnare presto a mia figlia a fare da sola, scarpe, coltello forchetta, pettine, spazzolino, pannolini… ogni momento trascorso con i nonni, nonostante le mie suppliche, arrabbiature inutili e ribellioni, azzera tutti i miei sacrifici dal primo all’ultimo. con la storia che “i bambini vanno viziati” e che solo una mamma stronza o menefreghista (concetto ripetuto e mostrato all’infinito alla nipotina dai nonni) lascerebbe la figlia a “ritrovarsi a fare da sola”, mi sento cornuta e mazziata. e i miglioramenti sono così lenti, così scoraggianti (un passo avanti e dieci indietro) che vedo con dolore come una piccola potenziale intraprendente meraviglia viene continuamente pungolata per diventare una fastidiosissima principessa minitiranna che aspetta i lacché per essere servita e riverita, insieme a centinaia di altri bambini e bambine riempiti di giocattoli di plastica, bocconi imboccati, capelli acconciati, etc etc. la sua vera natura era un’altra e affiora sempre, per fortuna, ma gli effetti del tarparle le ali sono sempre più visibili. che tristezza.

  31. Bellissimo questo articolo!! Brava, quoto ogni singola parola… quanta fretta stupida che abbiamo sempre tutti! Dovremmo imparare (io per prima mi ci metto) da loro… hanno una sensibilità enorme, che noi troppo spesso sottovalutiamo.
    Grazie per questa riflessione

  32. Leggendo parecchi commenti precedenti resto un po’ basita. Capisco che possono esserci bimbi che non vogliono collaborare però a volte si rasenta l’assurdo! Se tuo figlio a 6 o 7 anni si sposta col passeggino, a un certo punto ti devi impuntare tu a toglierlo. Se fa i capricci amen! Ho visto addirittura dei nonni litigare con le guardie giurate al supermercato xkè i nipoti di 10 erano seduti nel carrello della spesa e la nonna li difendeva dicendo che se li faceva stare a terra si sarebbero stancati troppo! Io ho un bimbo di 16 mesi che si lava i denti da solo, mi aiuta quando è ora di vestirsi e guai a stare troppo nel passeggino adesso che ha iniziato a camminare! Continuo a pensare che certi comportamenti porteranno solo ad avere figli viziati che si imporranno sugli altri solo perché sono stati abituati a pensare che a loro sia tutto dovuto

    • aggiungi pure che i bambinidevono andare presto la letto…devono dormire 12 ore almeno, ed allora la mattina magari ci sarebbe anche piútempo e calma

  33. L’ha ribloggato su Elisabetta Ranghinoe ha commentato:
    Accettare i tempi del bambino senza imporgli i nostri. Stimolare e coltivare la sua creatività. Permettergli di esprimere liberamente i suoi bisogni. Valorizzare i suoi graduali spazi di autonomia. Questi, in estrema sintesi, alcuni dei principi fondamentali del pensiero della Montessori.
    Un pensiero che si è sviluppato all’inizio del Novecento, in un clima educativo rigido e autoritario diametralmente opposto a quello di oggi: proprio per questo le idee della Montessori sono innovative e dirompenti nel 2015 come lo erano nel 1938. L’adulto di oggi non impone più regole e costrizioni eccessive, ma tende senza accorgersene a sostituire i bisogni e i desideri del bambino con i propri, rischiando di fraintendere il senso profondo di ciò che il bambino comunica, e di perdere momenti unici e preziosi nella loro crescita insieme.
    Condivido volentieri questo articolo dal blog Montessoriacasa. Buona lettura a mamme, papà, nonni, baby-sitter e insegnanti dell’età pre-scolare!

  34. Pingback: Bambini manichini | lauraptblog

  35. Mia figlia ha 17 mesi ed è una bambina autonoma…..cammina da 11 mesi mangia da sola da 7 mesi ora da un mese con la forchettina si sporca tutta ma pensò che un bimbo deve anche divertirsi……e prendere le cose non veramente serie come un gioco……tante polemiche mi sono state fatte che eravamo genitori che volevano poco bene alla bimba perché lasciata libera non ossessionato dalle nostre paure….che ci sono come tutti ma non manifestate…..la mia bimba non ha bisogno di una bambola per giocare ma con una pentola e un po di terra passa le ore…..e io sono contenta di questo…..sbaglio?????che mi dite?

  36. Buongiorno, articolo.interessantissimo e denso di ottimi.consigli . Nella.mia umiltà vorrei sottoporre la situazione che vede me e mia figlia di nove anni protagoniste. Lei è una bimba autonoma, indipendente fin da piccola ma anche ribelle e volte.persino violente nelle manifestazioni di rabbia. Non vuol lavarsi, di ordine nemmeno a parlarne, non ama la scuola e.spesso preferisce la solitudine alla.compagnia dei coetanei. Ho provato in tutti i modi a me noti per capire e aiutarla: dal silenzio e finta ignoranza alle odiosissime sgridate e punizioni, dal dialogo all’ esempio. Tutto inutile. Non so più cosa fare. La.cosa che angoscia il mio cuore di mamma è vederla triste e poco interessata.
    Vi chiedo umilmente un consiglio. Grazie

    • Ciao Francesca!
      Più li lasciamo liberi di agire e di scegliere più sarà facile capirli! fossi in te non cercherei delle cose da fare per lei, ma la osserverei tanto per capirla di più e riuscire a udire le domande che implicitamente mi sta ponendo!
      un caro saluto

  37. Mia figlia ha 4 anni e mezzo e sa già, oltre al vestirsi da sola camminare ecc, farsi la doccia da sola, si lava i capelli il corpo si risciacqua si asciuga e si veste il tutto da sola! Questo perché io la lascio fare nn le impongo no ti lava mamma!! Lasciateli la libertà a questi bimbi!

  38. mia suocera continua a vestire e imboccare i miei figli di 10 e 12 anni solo per far vedere che lei è molto più premurosa e brava come “mamma”, già perché non si sente nonna ma “mamma” di me. E io sarei quella sbagliata, quella non curante che lascia che i figli si vestano e mangiano da soli da quando erano piccoli.

  39. non ho parole. non so se mi preoccupi di più la diseducazione di chi imbocca i figli di 10-12 anni o di chi scrive commenti sgrammaticati. consiglio la visione di “isole,” l’episodio di *caro diario* di nanni moretti. genitori prigionieri di figli viziati.

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