“Ma no! in bocca no! lo puoi guardare, toccare, ma non metterlo in bocca, è sporco!”
E allora perchè glielo porgi?! Impedire ad un cucciolo di pochi mesi di portare alla bocca ciò che ha in mano è una tortura!! E’ in piena fase orale: la sua bocca è lo strumento con cui conoscere il mondo. Attraverso “l’assaggio” il bimbo ne apprende consistenza, calore, peso…Il cucchiaio apparirà freddo, durissimo mentre la stoffa calda e morbida. Crescendo sperimenterà che il cucchiaio fa rumore cadendo, mentre la stoffa no. Attraverso la vista l’esperienza non può essere altrettanto appagante, ma soprattutto non è il senso che la sua natura desidera prediligere…e allora non porgiamogli oggetti che non può assaggiare! Quante volte avete visto bimbi attratti dall’adulto da oggi interessantissimi come chiavi della macchina….occhiali…e poi quando il bimbo finalmente li raggiunge…sta per metterli in bocca….NO! IN BOCCA NO! Ed ecco l’oggetto affascinante sparire velocemente dalla sua vista….Perchè torturarlo!? Diamo al bimbo solo ciò che può sperimentare,se non vogliamo che lo metta in bocca perchè pericoloso o troppo sporco, non tentiamolo!!!!! Non gli interessa GUARDARLO! Lo vuole afferrare e portare alla bocca. Questo è il suo istinto. Anche le gengivette dure dure necessitano di stimolazione, altro motivo che spinge il bimbo a portare alla bocca.
E ricordiamoci che all’inizio della vita il piccolo deve costituire la propria flora batterica intestinale e per cui non serve sterilizzare ogni cm quadrato ed ogni oggetto! Una buona igiene è
importante, ma senza esasperare….il buon senso sia sempre la guida del nostro agire! Ora Nina si è svegliata, mi attende! Del cestino dei tesori parleremo tra poco…
Lettura consigliata: Michela Trevisan, Svezzamento secondo natura, Terra Nuova Edizioni.




Non devi fare altro che trascorre un po’ di tempo a tu per tu con un cucciolo d’uomo! Il neonato è la caparbietà in carne ed ossa. La caparbietà del neonato è spinta vitale, e istinto di sopravvivenza è, come la definirebbe Carl Rogers, forza attualizzante. Il neonato (così il bambino) sa perfettamente ciò che vuole. Punto. Ha fame? bene. Tutto ciò che farà sarà orientato al soddisfacimento della fame. Ha sonno? Cercherà ogni segnale comunicativo in suo possesso per farti intendere che ha sonno. Se per l’adulto è il momento della pappa e per il bambino quello della nanna, non c’è gara: il vincitore sarà sempre e solo il bambino. Perchè l’adulto a volte vive questa situazione con angoscia, con senso d’impotenza? Perchè crede di essere il detentore della verità, crede di sapere sempre ciò di cui il bambino necessità e se non lo sa lo deve scoprire (oppure inventare…). Ma il bambino ci insegna che è LUI e SOLO LUI a dettare le regole del gioco! Di conseguenza a dettare tempi, modalità….Il bambino sa perfettamente riconoscere i suoi bisogni ed agire per il loro soddisfacimento. Non sarà certo in grado di soddisfarli in autonomia, l’adulto è fondamentale per la sua vita, ma come SOSTEGNO ALLA CRESCITA. Ciò di cui necessità più di ogni altra cosa è di FIDUCIA. Bene mamma, rassegnati: silenzio, occhi ed orecchie ben aperti, il tuo bambino ti sta parlando. E’ difficile, difficilissimo (la mamma che è in me ben lo sa….) credere che un esserino di pochi mesi sia più consapevole di ciò che vuole della sua mamma premurosa! E invece è così. I suoi bisogni sono esigenze vitali, agisce in un certo modo perchè è ciò che deve fare: lo sente da dentro questo bisogno, dal profondo della sua anima. E’ un dovere a cui non sceglie di rispondere (o di non farlo) risponde e basta, caparbiamente. E l’adulto? Madre o padre che sia? Deve dedicarsi al delicato lavoro della sintonizzazione…. ma di ciò parleremo più avanti: la mia bambina mi chiama!
