Tentar non nuoce!

Giuseppe, di 7 anni, sta tentando di allacciare la cintura di una sdraietta, ma non riesce a portare a termine il suo intento. E’ molto concentrato, da bravo piccolo scienziato, a comprendere il motivo del suIMG_9028o insuccesso. Prova ancora, con calma, sereno e curioso di capire. I suoi gesti sono lenti, passa la cintura in ogni direzione per cercare di capire l’inghippo.

Un adulto che si trova nella stessa stanza, seduto ad un tavolo con altri ospiti, lo nota e immediatamente dice: “Son due cinture, stai sbagliando. Devi passare da dietro e quell’altra va sotto, altrimenti non puoi riuscire.”

Il bambino cambia espressione. La sua concentrazione è sparita e comincia a comunicare con l’adulto che ora è diventato il suo punto di riferimento:

“cosi? è giusto? va bene?”

l’adulto tenta di guidarlo a parole per “aiutarlo” a risolvere il suo “problema”.

I gesti di Giuseppe sono diventati goffi, tenta di seguire i comandi vocali senza ben comprenderli. Dopo un po’ di tempo, non pienam
ente consapevole del processo, allaccia la cintura, senza entusiasmo.

Giuseppe voleva riuscire in autonomia ad allacciare la cintura, non avere la cintura allacciata.

Ce l’avrebbe fatta, se fosse stato solo…

Lo scopo dell’agire dei bambini è spesso comprendere il processo delle cose, non il risultato.

Era immerso nel flusso della concentrazione, dal quale sarebbe emerso vincente, appagato e cresciuto.

La Montessori la chiama pazienza: la virtù di saper attendere il manifestarsi del bambino.

Prima di intervenire deve chiedermi: E’ necessario? lo faccio per sentirmi utile ed importante o perché il bambino ne ha realmente bisogno e sta cercando aiuto?

Osservando attentamente un bambino all’opera con la vita, si può comprendere quanto spesso noi adulti siamo, in buona fede, disturbatori del loro sviluppo.

Dovremmo provare, quando le circostanze lo permettono, a farci da parte.

“E’ necessario che io diminuisca perché egli cresca” diceva Giovanni Battista.

Spesso è l’amore, il bisogno di sentirci utili che ci spinge ad agire ed intervenire nel percorso di crescita dei bambini, ma è necessario valutare ogni  intervento con calma, pazienza e fiducia. Se serve è mio dovere e responsabilità supportare se invece non sono necessario, umilmente, direbbe la montessori, devo farmi da parte e osservare, osservare, osservare il bambino all’opera per la costruzione di sé.

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