Mamma, ma tu muori?

little-girl-1894125_960_720“MAMMA ESISTE BABBO NATALE?”

“DOV’E’ E’ ANDATA LA NONNA QUANDO E’ MORTA?”

“TU MUORI? E IO? COSA MI SUCCEDERA’?”

Eran le nove al dilà del porto

si sente dire che il grillo l’è già morto

larincuinfararillalero larinciunfararilla

Eran le dieci al dilà del prato

si sente dire che il grillo è sotterrato

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questo è l’ estratto di una canzoncina da cui sono partite le domande di mia figlia di 4 anni su: morte, sepoltura, paradiso.

Non dire la verità, significa mentire.

La scelte da fare sono molteplici quando si intende rispondere.

Scegliere se dire la verità è la prima scelta.

Optato per la verità, bisogna decidere come porsi nei suoi confronti.

I genitori hanno la responsabilità dell’educazione morale dei propri figli e se non se ne occupano qualcuno lo farà al posto loro.

Ciascuno ha le proprie idee in merito alle credenze e alla spiritualità. Si può essere credenti o laici e in ogni caso si può scegliere di prendere una certa posizione verso le domande dei propri figli.

E’ onesto dire ad un bambino che non esiste una verità assoluta, ma che ciascuno sceglie la risposta che lo fa sentire meglio? Non so, ma è ciò che ho scelto di fare io.

Babbo Natale

Babbo Natale esiste se vuoi che sia così. 

Nessuno non lo sa con certezza, perché nessuno l’ha mai incontrato. 

E’ una storia che viene narrata da moltissimo tempo che rende felici grandi e piccini. Lo stesso personaggio prende nomi diversi a seconda del paese in cui vivi. Ma ovunque è un personaggio che rende magico un importante periodo dell’anno. 

Se vuoi puoi credere che esista, oppure no. 

Se ci credi, come te lo immagini? 

La morte

Quando si muore il cuore smette di battere e il corpo si spegne, non funziona più. Non entra aria nei polmoni, non circola più il sangue e gli organi si fermano definitivamente. 

Il corpo degli uomini in tutto il mondo viene sepolto o bruciato, per motivi igienici e per rispetto. Cosa succeda ai propri pensieri o alla propria anima, nessuno lo sa con certezza. Nel tempo sono nate molte storie: qualcuno ha descritto il paradiso e l’inferno come posti in cui si torna a vivere (tralascerei il concetto di premio e punizione…), qualcuno la reincarnazione: la nostra anima va ad abitare un nuovo corpo e torniamo al mondo sotto altre sembianze. 

Qualcuno ama pensare che i nonni quando muoiono diventino stelline nel cielo che continuano a guardarci. 

L’unica certezza che abbiamo è però cosa succeda al nostro corpo. 

Il resto è costruito dai popoli in base al proprio sentire, bisogno e piacere. 

A questo punto si può esprime il proprio pensiero e chiedere quello del bambino.

I genitori con forti convinzioni o credenze che desiderano tramandare ai propri figli, ritengo debbano “esporsi” offrendo la loro posizione in merito all’argomento. Ciò può non escludere comunque l’illustrazione dell’esistenza di altre tesi ed opinioni. La credenza di mamma e papà è giusto che sia conosciuta dai figli che dovrebbero potere essere coinvolti, contagiati dai valori familiari e allontanarcisi nel momento in cui sentissero di non riconoscersi.

La stessa trasparenza ed onestàè importate, a mio avviso, offrirla in ogni risposta che si da ad un bambino: “cosa succede quando si soffoca?” “cos’è il tumore del nonno?” “ma tu muori?” e così tante altre.

Ritengo i bambini molto più forti e pronti ad accogliere la verità, la differenza e l’incertezza di quanto si creda. Sanno elaborare in modo razionale e profondo attraverso importanti associazioni di idee vissuti ed emozioni di varia natura.

Ritengo non si debba sottovalutare la loro intelligenza, ma elogiarla attraverso il rispetto, la verità e l’investimento di tempo ed energia per rispondere scientificamente ed esaustivamente alle loro domande.

2 risposte a "Mamma, ma tu muori?"

  1. Sono una mamma che ha perso un figlio per una malattia rara. Ho risposto con la verità all’altro mio figlio che aveva appena 19 mesi quando è venuto a mancare il fratello e voleva sapere dove era? perché è morto pur essendo un bambino?
    Ho letto per caso questo articolo e senza saperlo ho scelto di premiare l’intelligenza di mio figlio.
    È bello sapere che aver seguito l’intuito mi ha portato alla scelta giusta.

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