MAMME E PAPA’ ALL’OPERA! Febbraio 2014, il sonno

TRA LE BRACCIA DI MORFEO O….DELLA MAMMA?

foto Quante volte il pensiero ricorrente di genitori alle prese con il proprio figlio piccolo è: “quanto vorrei dormire una notte intera!” A ciò spesso si aggiungono le domande insistenti di amici, parenti, vicini di casa ecc..curiosi di sapere: “dorme di notte? è bravo?”. Per poi sbizzarrirsi in giudizi e consigli che a volte confondono e sono molto lontani dal fornire soluzioni. Partiamo dal presupposto che la questione “sonno” non è semplice e non esistono soluzioni miracolose!

Tuttavia se impariamo a conoscere il sonno del neonato saremo liberi dalla frustrazione di confrontare il ritmo di sonno dell’adulto con quello del bebè, avendo cura di non aspettarci sonni di 8-12 ore per notte. I ritmi sono totalmente differenti.

Un ciclo di sonno dell’adulto  dura circa 90 minuti.

Un ciclo di sonno del neonato 30-40 minuti.

(molti bebè dormono 35 minuti spaccati e poi si svegliano spontaneamente).

Il ciclo di sonno del neonato è composto da una prima fase di “sonno attivo” durante il quale si possono notare sul viso smorfie, movimenti oculari e piccoli moti degli arti e di tutto il corpo, grazie ai quali il piccolo aggiusta la propria posizione per preparasi al sonno. Questa fase dura in media 20 minuti. Al sonno attivo segue una fase di transizione che lascerà poi il posto al “sonno passivo”, più profondo, che completerà il ciclo di sonno. Durante il sonno attivo il neonato può facilmente svegliarsi (rumore, movimenti della madre, passaggio nella culla, perdita del seno). Pertanto la prima indicazione è: ASPETTARE ALMENO 20 MINUTI prima di posare il bambino dove si vuole che dorma. (per es. aspettare che si stacchi spontaneamente, segnale che è pronto a passare alla fase successiva di sonno);

NANNATeniamo presente che nella fase di transizione tra il sonno attivo e quello passivo il piccolo potrebbe svegliarsi. Sarebbe pertanto opportuno essere pronte ad offrirgli il seno o a cullarlo in modo che non interrompa completamente il suo ciclo di sonno.

Generalmente il neonato dorme 15/16 ore al giorno, con cicli anche solo id 30/40 minuti per volta. Alcuni bebè dormono più a lungo perchè sono in grado di legare più cicli senza interruzioni. Quando si ha necessità di riposare per recuperare energia si potrebbe coricarsi con il proprio bambino  e dormire insieme a lui (offrendogli il seno ogni volta che lo richiede). Questo può facilitare il riposo anche ai bambini che hanno cicli brevi di soli 30 minuti perchè li si aiuterebbe a collegare più cicli insieme garantendo un sonno più lungo. (anche per la mamma…che potrà sentirsi più riposata e felice!).

Questo modello di sonno condiviso, “co-sleeping” è strettamente correlato con l’allattamento a richiesta. Voglio ricordarvi l’importanza delle poppate notturne per una buona crescita del neonato in quanto verificandosi il picco di prolattina (ormone dell’allattamento) intorno alle 3/4 del mattino, il latte notturno acquista un valore nutritivo mai posseduto durante il giorno.

Perchè la fase di sonno attivo è così lunga (20 minuti) nel neonato?

Perchè il cervello del neonato “lavora molto” durante questa fase, sta sviluppando connessioni nervose che porteranno il nostro piccolo a maturate una serie di funzioni, tra cui proprio quella del sonno. Quindi, quando il nostro piccolo dorme, in lui si sta compiendo un importantissimo lavoro di sviluppo e di crescita.

Come sopravvivere ai ritmi di sonno dei nostri amatissimi bebè?

  1. dormire con loro anche durate il giorno. Io consiglio soprattutto un pisolino verso le ore 18.00 per rigenerarci ed affrontare meglio le ore notturne.
  2. seno alla mano: offrire il seno secondo richiesta del neonato è un gesto d’amore, di fiducia, e disponibilità. Fidiamoci del nostro piccolo, lui sa quando il seno gli fornisce latte per dissetarsi, per nutrirsi e per questo succhia in modi e tempi differenti. Lasciamoci guidare dal suo istinto, non importa se non ne capiamo il senso o se si era attaccato solo 10 minuti prima!
  3. Utilizziamo strategie per aiutare i nostri figli ad abbandonarsi al sonno con serenità, sicuri che al risveglio ci troveranno sempre lì vicino a loro. Man mano che cresceranno potranno subentrare altre figure di accudimento anche per il sonno, che verranno accettate positivamente perchè avremo insegnato loro ad aver fiducia negli altri.

STRATEGIE DI INDUZIONE AL SONNO:

-Cullare dondolare (ricorda il movimento in utero);

-Cantare

-suoni monotoni e ripetitivi (come l’aspirapolvere, il phon) calmano e addormentano  perchè sono suoni che contengono tutte le frequenze

-riprodurre il battito cardiaco (60 colpi al minuto) con piccole pacche sul sedere o sulla schiena del piccolo.

-sussurrare storie

-massaggiare dolcemente con pollice e con indice e medio le tempie e la fronte del bimbo.

4.ricordiamoci che siamo state programmate per farci bastare 3/4 ore di sonno notturno  grazie ad ormoni come la prolattina, in grado di far riaddormentare la mamma e il bebè nel cuore della notte. Il sonno condiviso è un buon modo per riposare e non crea dipendenza nel neonato. 

L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) non consiglia il co-sleeping, ma non lo disdegna. Indica di non praticare il sonno condiviso in caso di: Uso di farmaci, sonniferi, stupefacenti, antistaminici, alcool, obesità, ecc.. Teniamo conto che i centri del sonno del neonato, maturano man mano che matura il sistema nervoso. Questo processo si completa intorno ai 2/3 anni d’età. Ed è quindi normalissimo che il sonno, come altre funzioni organiche, (ad esempio la funzione intestinale )debba completare il suo sviluppo, iniziato nel grembo materno, nei mesi successivi alla nascita. Un sonno di 8/12 ore di sonno consecutive è una competenza dell’adulto, non del neonato. Dobbiamo imparare a non essere troppo esigenti dai cuccioli, saper modificare le proprie abitudini e trovare valide strategie per aiutarli nella gestione del proprio sonno.

Come fare in presenza di un bambino ad alto bisogno

-Facciamo tutto ciò di cui ho parlato prima!

-Cerchiamo un supporto professionale (ostetrica, pediatra, consulente internazionali di allettamento, presso i consultori, gli ospedali o privatamente).

-Cercate altre mamme nei gruppi di auto-aiuto per condividere e non isolarsi.

-Porsi come obiettivo quello di godersi i figli e non di sopportarli!

foto-1Ci sono molte strade per arrivare al piacere di condividere la vita con un figlio. Vi ho proposto alcuni suggerimenti privi di pretese di esaustività o presunzione, ma con il solo desiderio di condividere lo studio e le mie esperienze personali e professionali. Vorrei concludere con una filastrocca della nostra tradizione popolare che racchiude il suo interno il segreto: la serenità familiare.

 “Stella stellina

la notte si avvicina

la fiamma traballa

la mucca è nella stalla

la mucca e il vitello

la pecora e l’agnello

la chioccia e il pulcino

la mamma e il suo bambino

ognuno ha la sua mamma 

e tutti fan la nanna

Lettura consigliata: “Genitori di giorno e di notte, William Sears, Edizioni Leche League

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