Bambini capricciosi o genitori pigri?

unnamed“Non ne posso più!”

“Cosa succede?”

“Vuole fare le scale, gliele faccio fare. Vuole tirar fuori tutto dal cassetto, glielo concedo. Vuole giocare con l’acqua del bidet, glielo permetto. Ma dopo averlo fatto, lo vuole fare ancora e ancora. Ogni volta che si deve salire una scala deve farlo da solo, se mi avvicino al rubinetto strepita perchè deve aprirlo lui! io gli dico no e succede una tragedia: disperato! ma lo lascio piangere, però. eh, ‘sti capricci! allora vuole venire in braccio, ma io resisto, come mi ha insegnato sos tata!

“Brava! è così che si fa! Deve imparare che sei tu a decidere cosa si fa!”

Capricci? Nossignore. Diritti negati. Vuole far le scale cento volte? vuole aprire e chiudere il rubinetto? è per imparare nuove abilità e noi adulti sappiamo bene che per imparare una nuova abilità occorre molto esercizio. Per il bambino ogni scoperta è sensazionale, una vera svolta alla sua vita. Provate a pensarci: guardate un rubinetto per mesi chiedendovi cosa sia e come funziona, poi vedete mamma e papà usarlo alla perfezione e cercate di assorbire tutte le informazioni, e poi, un giorno magicamente riuscite ad aprirlo! vi accontentereste di farlo una volta sola? quando poi questa sarà un’abilità assodata, il bambino smetterà di passare tempo prezioso davanti al rubinetto! Ma in quel momento è l’attività più gratificante che possa fare! perché è una cosa nuova, perché farlo aumenta la sua autostima e accresce le sue competenze. 

Maria Montessori parlava dei periodi sensitivi: finestre temporali in cui l’apprendimento di una certa competenza è naturale, spontaneo. Prima del tempo è impossibile perché non ci sono le condizioni psico fisiche, mentre dopo, l’apprendimento avviene, ma con maggior difficoltà. Il bambino inconsciamente sa perfettamente quando è il momento per imparare cosa. E come sempre si rivolge all’adulto per chiedere aiuto. Nina in questo periodo indica ogni oggetto e io, come il suo papà, ripeto 100 volte al giorno il nome di qualunque cosa attiri la sua attenzione. E’ per mia figlia anche il momento del camminare e io le permetto di farlo ogni volta che lo desideri. Per farlo ho delle limitazioni: le camminate che fino a pochi mesi erano di 2 km ora son di 100 metri perchè lei possa farle con me. Trascorriamo gran parte del tempo in casa a nominare oggetti di ogni sorta. Ora è così, fra qualche tempo cambierà, le camminate si faranno sempre più lunghe e chissà cos’altro.

Ho deciso di crescere con lei, di favorire i suoi periodi sensitivi assecondandoli. Se le impedisco di camminare, inarca la schiena, urla, piange. Questo non è un capriccio è un bisogno vitale di crescere che cerca soddisfazione. Se in quel momento è proprio inevitabile stare in braccio, la accolgo con dolcezza e con amore le spiego perché non posso lasciarla camminare. Lei forse non comprende appieno le mie spiegazioni, ma il mio tono calmo e rassicurante la tranquillizza e le fa accettare la frustrazione. Questo perché ha imparato che se non le permetto qualcosa è proprio perché non si può fare altrimenti!

Il capriccio non esiste. Dietro alla manifestazione che noi adulti chiamiamo capriccio c’è sempre nascosto un bisogno che mamma e papà dovrebbero ricercare: con i bimbi piccoli un po’ per tentativi, con i bimbi più grandi parlando e cercando di capirsi. Se i bambini si sentono ascoltati e accolti accettano i compromessi. Ciò che non tollerano è vedersi negata un’esperienza senza capirne il motivo. I no esistono ed è giusto che sia così. Perché la libertà del bambino deve terminare dove inizia quella degli altri. Ma ci sono “no” ingiustificati dettati esclusivamente da prese di posizione dell’adulto, che possono precludere esperienze importanti per i bambini e, per la soddisfazione delle quali, serve solo un po’ di buona volontà! 

 

 

 

16 thoughts on “Bambini capricciosi o genitori pigri?

  1. Sono d’accordo anche se a volte è molto difficile, bisogna allenarsi continuamente all’ascolto. In questo ultimo periodo ho un problema con mia figlia, Caterina, due anni e mezzo, rifiuta di lavare i denti, non capisco perché e questo mi preoccupa, ho provato a spiegarle l’importanza dell’azione, abbiamo letto assieme un libretto ma quasi ogni volta rifiuta di farlo e non so più quale sia il metodo corretto da usare. Sicuramente il suo rifiuto esprime un bisogno ma non capisco….

    • Ciao Cristina! Si, è un lavoro duro, ma estremamente piacevole e gratificante! hai provato a farlo con lei? a comprare uno spazzolino nuovo? a prendere un bicchiere dove riporre solo il suo spazzolino e il suo dentifricio? hai provato a spostare posto dove lavarli, allestendo magari un piccolo catino su un piccolo tavolo con tutto l’occorrente? Spesso è una questione di ordine a risolvere questi enigmi! Fammi sapere!

  2. ciao! Sono Carlotta e la mia bambina ha ormai 14 mesi! I vostri articoli sono molto belli, utili e stimolanti e spesso vi trovo risposte a dubbi che la quotidianità con mia figlia mi ripone… a volte basterebbe fermarsi un attimo e pensare che questi momenti “difficili” (anche se è brutto dire così perchè sono momenti della vita coi nostri figli e perciò momenti unici e irripetibili) servono ai piccoli e ultimamente mi impongo di sorridere quando devo raccogliere o pulire qualcosa senza darci troppa importanza… mio marito spesso dice che certi atteggiamenti sono capricci e io a volte devo mollare perchè un pò gli credo e un pò non posso sempre interferire nel suo ruolo. Per esempio, se ci sono io nelle vicinanze Sofia non vuole stare in braccio a nessuno se non a me; se devo mangiare apriti o cielo piange tutto il tempo finchè non la tengo sulle mie gambe in modo che possa stare sul tavolo per toccare tutto mentre io cerco di mangiare… e allora mi alterno con mio marito per avere almeno quei 10 minuti per consumare il pasto… per non parlare di quelle rarissime volte che l’abbiamo portata al ristorante con noi: non ti godi il pasto perchè lei vuole noi e ha ragione perchè siamo via tutto il giorno per il lavoro e almeno quelle ore che siamo insieme dobbiamo stare con lei. e poi diciamocelo che noia mortale è per loro il ristorante… motivo per cui ora non ci andremo più almeno fino a quando vedremo che in casa potremo consumare un pasto tranquillamente con lei presente. Non so se è giusto il mio ragionamento però penso che così non invaderò la sua libertà rispettando le sue esigenze…

    • rispettare i desideri e i rtimi dei bambini è un lavoro duro e richiede pazienza e un po’ di sacrificio. ma sono fasi che poi passano…un po’ di adattamento lo facciamo noi per andare incontro a loro e un po’ lo fanno loro per venire incontro a noi….rinunciare ai nostri piaceri totalmente per i bimbi non è giusto e credo quindi che adattare i nostri momenti di svago e divertimento alle loro necessità sia la strada migliore e quindi: cene al ristorante sporadiche,un po’ abbreviate e alle ore 19.00….un abbraccio!

      • Ciao, Marco ha 11 mesi e da quando ne ha 8 lo sediamo a tavola con noi: prima sul seggiolone, ora sulla seggiolina, anche al ristorante. Porto sempre il suo piattino e le sue posatine, e anche se non è esattamente l’ora della pappa gli dó frutta, o pezzetti di verdura, o pane, o un po’ di pasta scondita, così lui si perde via mangiando assieme a noi grandi… e noi mangiamo con calma!! Lo consiglio a tutti!

  3. io cerco sempre di rispettare le richieste di mia figlia Viola che ha 17 mesi, è una bimba molto curiosa, attiva, ha camminato a 10 mesi, ma da quando ho dovuto per esigenze di lavoro mandarla al nido ha un bisogno pazzesco della mia presenza. Io non mi nego, sto con lei ogni volta che vuole, la allatto ogni volta che lo chiede, dorme con noi. L’unico problema che ho è che quando la vado a prendere al nido non c’è verso di metterla sul seggiolino. Restiamo ferme in macchina anche 20 minuti perchè prima vuole la tetta, poi giocare un po’ con la radio e io la faccio fare, gioco con lei ma ad un certo punto dobbiamo andare via, io devo pranzare e poi tornare al lavoro… e quando la metto nel seggiolino è tutte le volte una tragedia.. cerco di spiegarle che è ora di andare via ma senza particolari risultati…. come posso fare? Non so in che modo farle capire che non possiamo stare li tutto il giorno e la strada che dobbiamo fare per arrivare dalla nonna è veramente breve!

  4. Il mio bimbo di 5 mesi puntualmente all ora di cena lo sediamo sul seggiolone e lui piange disperato non riusciamo neanche a cenare perché vuole essere preso in braccio…cosa fare assecondando i lasciarlo piangere?

    • Ciao Gaia! è piccolissimo! è normale che desideri essere preso in braccio…assecondatelo, verrà il momento in cui sederà accanto a voi è succederà prima e con più facilità tanto più starà in braccio ora che ne ha bisogno! un caro saluto.

  5. Ciao,io ho mia figlia che a 3 anni,e ogni volta la notte oltre che dorme con noi,gli devo dare il braccio lei si mette con il suo sedere attaccato alla mia pancia io je lo do il braccio ma alcune sere mi sento troppo legata vorrei dormire tranquilla …..poi adesso ad ogni no mi strilla piange sbatte al muro anche se gli spiego qul no……poi vede che do da mangiare al cuginetto e anche lei mi chiede che la devo imboccare ed io gli dico che lei e grande e puo mangiare da sola mentre il cugino no xche e piccolo e non sa ancora mangiare da solo……

    • Ciao! i bisogni di ciascuno hanno uguale importanza: i tuoi e i suoi meritano uguale rispetto. A differenza della piccola tu puoi adattarti con più facilità, ma devi comunque mirare ad essere serena. Con calma io proverei ad ottenere dei miglioramenti della situazione per poter riposare, cercando dei compromessi e accentando con calma e pazienza una sua fase di adattamento ai limiti che le devi porre! un caro saluto

  6. Salve il mio bimbo ha 8mesi e mezzo….lo metto a terra sul tappetino e non vuole stare a pancia in più piange e trilla…..gattona un po’ ma all’indientro è normale?e poi non dice nulla….parla solo a modo suo…..TT normale?

    • Emmi Pikler, pediatra ungherese che ha teorizzata lo sviluppo motorio ci illumina intitolando il suo testo più importante: “Datemi Tempo”. A questo, come ci suggerisce Montessori, dobbiamo aggiungere fiducia. Il bimbo, se lasciato libero di fare, apprende in autonomia, con i suoi tempi, le sue modalità. Accogliamolo per come ci si mostra, senza interferire, ma con pazienza ed amore. Ci mostrerà tutto se stesso, quando sarà pronto a farlo. Per favorire il suo sviluppo lasciamolo muovere,sempre,come preferisce, non forzandolo e non frustandolo. Per quanto riguarda il linguaggio parliamo, tanto, tanto, tanto. E’ ciò che di meglio possiamo fare! Un caro saluto

  7. Buonasera. Ho un bambino si quasi 17 mesi e uno di 2 settimane. Ovviamente il più grande all’arrivo del fratellino ha avuto dei momenti di gelosia. Se il piccolo è in braccio al papà il più grande piange urla disperato che vuole star in braccio pure lui(con me non lo fa). Piange e si butta a terra per qualsiasi cosa. Gli spieghiamo le cose ma lui urla a più non posso. Lui va all’asilo e quando torna gli dedichiamo ttt il tempo. Insieme o uno alla volta.

    • Ciao! dagli il tempo di “incassare il colpo”…..per un bimbo, così piccolo, per giunta, è uno stravolgimento sconvolgente l’arrivo del fratello. Non possedendo le competenze cognitive, nn ha potuto prepararsi per tempo. Accoglietelo, come saprete fare senz’altro e lasciategli scoprire con calma questo nuovo equibrio familiare….

  8. Ciao, vorrei chiederti un consiglio. Mia figlia , 18 mesi, già da almeno un mese ha iniziato a rovesciare per terra il piatto con il cibo. Non abbiamo particolarmente problemi con il mangiare quindi non penso sia legato a quello, forse é un bisogno di attirare la nostra attenzione (e comunque lo fa con tutti,noi,maestre e nonne). Ovviamente cerco di spiegarle che il cibo non si butta (anche se il concetto di spreco mi pare un po’ arduo) ma spesso lei continua, non capisco bene se vuole vedere cosa succede se insiste o se pensa sia un gioco (ma non credo che non capisca che noi non giochiamo)…insomma non so bene che approccio usare! Grazie

    • solitamente i bambini dietro al loro agire nascondo sempre un intento positivo: sperimentazione scientifica, bisogno di comunicare un bisogno, bisogno di attenzione, di affetto, di dialogo, bisogno di ordine. Il suo piatto è di ceramica? o di plastica? Montessori ci dice che il piatto frangibile, quindi di ceramica, come il bicchiere di vetro sono parlanti al bambino. Se cadono si rompono. il piatto di plastica no. La rottura del piatto scuote il bambino, che solitamente ci rimane male.
      dover raccogliere i cocci (o aiutare a farlo…), pulire sono le conseguenza della sua azione.
      non ce’ bisogno di aggiungere molto altro: “non si butta in terra. Vedi? si è rotto. Ora vieni che riordiniamo.”
      Io cercherei di capire perché lo fa, qual è il motivo scatenante cercando di prevenire il lancio e gli darei solo oggetti frangibili e se succede la inviterei al riordino.
      Fammi sapere come va!!
      un caro saluto

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